Abbracciarti e non vedere l'ora,
stupido poeta che non dimentica
gli abbracci...
e sei giunto fin sotto casa mia
con animo puro, disposto all'indulgenza
e sei tornato alla tua dimora
con la bramosa voglia di me.
Il temporale a sorpresa ha picchiettato
sulle chiuse finestre della tua storia.
Silenzio e pareti
buio e respiro
battito e luce
fuliggine in porte scricchiolanti
di andirivieni,
scale e passi rubati
scarpe e piedi scalzi di memoria
sussurri a pelle
riversi su molle colorate.
Umido giaciglio latente,
nell'oscurità accostate gabbie
tra silenziosi coniglietti
e rane canzonate di luna
fremevano sinuosi palpiti.
Furtiva nella notte
crogiolando nei pensieri
sono venuta a te
a soffiare leggiadra


Sono nudo davanti all’acqua immobile

Sono nudo davanti all’acqua immobile
del tuo corpo disteso:
è uno specchio senza increspature
d’argentea limpidezza.

Il fuoco inaccessibile degli astri
risplende dai fondali:
imprigionato dalla tua purezza,
più non abita il cielo.

Io scendo lentamente dentro te,
discendo verso il fuoco:
sommerso dal tuo amore sono vivo,
non ho bisogno d’altro.

Nato a Novara nel 1969 Paride Mercurio vive tra Borgo Ticino e Viconago, e lavora a Sesto Calende dove è Production Manager presso un’azienda leader nel settore oleodinamico. Studi classici, ha collaborato, dal 1983 al 1999, con vari periodici piemontesi. Bibliografia essenziale

Raccolte poetiche
Fiori d’autunno (L’Autore Libri Firenze, 2002


Non conto più le voci i giorni
i dispersi
ho voltato le spalle
agli specchi ho disegnato cerchi
senza chiuderli mai, ho incrociato
i passi intorno alle sorgenti.
Ora le ciglia sollevate e una scorta
di fiato sotto la sciarpa
uno dopo l’altro salgo i gradini
della torre
e dal culmine dell’isola
vi guardo trascorrere come onde
e arretrare e riandare come
non ha sosta il mulinare
delle foglie che scordano
l’albero e vanno incontro al vento
e crescono agli angoli
delle strade quietamente
nascostamente
ma quando escono
dalla notte - risvegliate presenze
coprendoti i piedi
ti dicono
guarda che non siamo cadute
siamo solo partite
.

Daniela Pericone, L’inciampo (L’arcolaio, 2015)

 


Ortogonale a me stesso
come volessi infilare l’ago nella sua cruna.
Nel suolo inverosimile dei miei pensieri
la menzogna risplende in ogni verità
come un teschio a bagno in uno specchio
e non sai se andargli incontro o indietreggiare.
Immergo i piedi nello Stige ad
ascoltare la parola dei morti.
Ognuno solleva la propria natura
in basso quanto vuole.
Ognuno vince la sconfitta che può.


Lidia Sella                        www.lidiasella.it

Mirella Cultura                  www.mirellacultura.it

Fondazione Piazzolla          www.fondazionemarianopiazzollapiazzolla.it


Roberto Deidierè il Vincitore della 55ma edizione del Premio Nazionale Frascati Poesia “Antonio Seccareccia” 2015 Sabato 28 novembre, presso l’Auditorium della libreria Mondadori di Frascati, si è svolta la premiazione per la 55ma edizione del Premio Nazionale di Poesia Frascati “Antonio Seccareccia” con una sorprendente partecipazione di pubblico. Ad aggiudicarsi il gradino più alto del podio è stato Roberto Deidier con la raccolta di liriche "Solstizio" (Mondadori). Il Premio Speciale 2015 è andato al filosofo Armando Massarenti responsabile del supplemento culturale Il Sole 24 Ore Domenica . I vincitori del Premio Frascati Giovani "Ugo Reale" VIII edizione 2015 sono stati: Niccolò Coletta dell’Istituto Comprensivo di Frascati e Agnese Figna del l’I.T.A “Europa Unita” di Grottaferrata.


La vita cambia non so perché è il mistero di Dio è il suo motivo è il mio percorso Sono piena d'oro Sono piena di luce M'irraggio e splendo di sole


Prese una bolla di vetro e si predispose ad introdurre nel foro quello che sapeva fare non una nave ma una semplice poesia per l’esperimento ci voleva un supporto la cosa migliore era ancora una pagina di carta bianca riciclata o nuova non interessava il mondo era fottuto quindi anche gli alberi e gli uomini l’importante era mettere insieme delle parole che stessero l’una al gioco dell’altra in armonico contrasto prese quindi un pezzo di carta rimasto sul tavolo il resto era nel cestino della carta straccia una pinza sottile e lunga e lo introdusse delicatamente arrotolato nella bolla di vetro era l’inizio era il foglio bianco di partenza avrebbe potuto fermarsi lì e proporre una poesia senza parole ma non era da lui il vano cazzeggiar-sperimentale perché prendere in giro gli altri?

I telegiornali, secondo me, non servono a nessuno secondo voi i telegiornali, adesso come adesso, a cosa servono? io me lo chiedo spesso, il meteo, per esempio, a cosa serve saperlo? non so, basta che la mattina ti affacci alla finestra e vedi che tempo fa, e se hai il balcone fa lo stesso, la cosa non cambia poi molto, poi, per esempio, se per caso sai pure in che stagione sei, sai anche più o meno se fa freddo oppure caldo, ma se è un caldo umido o asciutto, a che ti serve saperlo? volete sapere come sono andate le cose al governo? non si sa che sono tutti bravi, operosi, che la crisi è rientrata, che quelli lì stanno facendo questo e quello? cos’è non lo sapete? a cosa serve sentirlo al telegiornale? volete sapere se è morto qualcuno? o volete sapere, come, perché, con chi e quando?

La luce intorno era sempre complice.


Giunco e giunchiglia Il giunco verde e la giunchiglia gialla. Una palla gigantesca di latte: la luna. Fosforescente grava sulla notte di giugno. Ginepri rododendri fili d’erba umidi di gioia di vivere. Boschi pinete praterie uccelli e sulla terra un microcosmo pulsante di piccoli animali. Costellazioni congiunzioni astrali e finalmente il giunco e la giunchiglia d’infinita tenerezza congiunti come bimbi appena nati e stupiti al cospetto del creato. Un boato. Uno stillare di stelle sul bosco gocce o gemme, lampi o fili d’argento? Pioggia di luce le stelle cadute in qualche parte dell’universo. Sul giunco e la giunchiglia mentre fanno l’amore

Gabriella Colletti


Canduttrice la scrittrice e poetessa Patrizia Pallotta

Canduttrice la scrittrice e poetessa Patrizia Pallotta

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